Controllo dei Consumi Elettrici di una casa a Distanza per il Risparmio Energetico

Abbiamo visto come spesso si abbia l’esigenza di spegnere e accendere un apparato elettrico a distanza, via Internet.Un altro aspetto cruciale relativo alla gestione dei componenti elettrici in una casa è il loro assorbimento energetico. Alcuni elettrodomestici in standby infatti possono consumare anche 30-40 watt l’ora che moltiplicati decine di apparati fanno lievitare in maniera pesante la bolletta.

Come controllare il consumo elettrico a distanza per poter risparmiare agendo su spegnimento ed accensione? Ci sono diversi sistemi sul mercato. Oggi ne presentiamo due, quello più semplice di Sitecom e quello più complesso di Ubiquiti che necessita anche di un computer connesso ad Internet per la gestione.

sitecom1

Sitecom ha inventato un sistema per il controllo dei consumi, WLE 1000, incentrato sulla piattaforma dell’azienda olandese Net2Grid. Si tratta di un prodotto che sfrutta la tecnologia wireless Zigbee ed è basato una serie di singole prese elettriche denominate SmartPlug. L’installazione è semplice e alla portata di tutti, grazie al rilevamento
automatico delle prese wireless. Presa e spina sono nello standard tedesco
Schuko, sempre più utilizzato a molti elettrodomestici venduti nel nostro paese.

Su ogni presa SmartPlug c’è un piccolo pulsante e un led verde, oltre a un adesivo con le specifiche e il codice identificativo Zigbee per facilitarne il rilevamento all’interno del software. In questo caso ogni presa può tollerare fino a un massimo di 16 ampere.

Il sistema di Sitecom è interamente basato sul cloud: il piccolo bridge in dotazione deve essere collegato a una presa di rete per stabilire il collegamento ai server di Net2grid. Il cellulare o il tablet (Android o iOS) con cui si terranno sotto controllo i consumi devono essere a loro volta collegati alla rete locale e a Internet. Inserendo l’identificativo
univoco dello SmartBridge si avvia la registrazione al sito di Net2grid (purtroppo non ottimizzato per l’uso da cellulare nonostante l’avvio tramite l’app). Il bridge viene così associato al proprio account e risulta accessibile anche quando siamo fuori di casa.

Per disporre di tutte le funzionalità del sistema si deve pagare un canone annuale di 30 euro. La versione gratuita del prodotto permette di visualizzare solo il consumo istantaneo e non lo storico. Inoltre l’accesso al sistema quando si è fuori di casa, nonostante si tratti di uno strumento basato su cloud, viene volutamente bloccato se l’abbonamento non è valido.

Il controllo del sistema Home Energy Monitor può avvenire solo tramite l’app Energy Insight per iOS (ottimizzata solo per iPhone) e Android e tramite il suo portale Web a; non ci sono applicazioni dedicate per Windows, Mac o Linux. Il portale è abbastanza semplice e limitato, mentre le applicazioni iOS e Android sono leggermente più complete, anche se non particolarmente intuitive.

Si possono creare gruppi di prese per l’accensione e lo spegnimento multiplo e si possono impostare dei timer o delle pianificazioni per l’accensione di una o più prese. È interessante la possibilità di associare una categoria e una icona
a ogni presa (oltre che ovviamente un nome) per facilitarne il rilevamento, ma non c’è la possibilità di posizionarle su una mappa di casa o dell’ufficio. Si può poi impostare un obiettivo per il consumo, così da vedere mese per mese se si riesce a risparmiare come previsto.

ubiquiti

Altro sistema per il controllo a distanza via Internet di apparati elettrici e gestione del consumo è quello proposto da Ubiquiti che definisce il suo prodotto Mfi come un sistema di comunicazione da macchina a macchina Che va ben oltre un semplice sistema di controllo dei consumi. Questa soluzione richiede che un computer resti sempre acceso per poter memorizzare in tempo reale i dati rilevati e gestire le eventuali regole di automazione.

Il sistema Mfi è basato su un software gratuito disponibile per Windows, Linux e Mac OS X e una serie di dispositivi che possono essere collegati a questo software. Gli elementi principali della piattaforma sono tutti collegabili alla rete via Wi-fi e possono essere di due tipi: mPort e mPower. I primi possono essere a loro volta di due tipologie: mPort e mPort Serial. Il primo permette di collegare e gestire fino a 3 sensori (mSensor) tra quelli disponibili: sensore di corrente (Current Sensor), di apertura porte/ finestre (Door Sensor), di temperatura (Temperature Sensor) e di movimento a parete o a soffitto (Wall Mount Motion Sensor, Ceiling Mount Motion Sensor).

Per collegare questi sensori all’mPort si può utilizzare un normale cavo di rete, anche se il collegamento di fatto non utilizza lo standard Ethernet ma sfrutta semplicemente gli 8 contatti elettrici disponibili.
Ogni singolo mPort offre due porte Rj-45 (Port 1 e 2) e una porta (Port 3) che permette l’inserimento degli 8 fili del cavo di rete tramite semplici morsetti a vite. Quest’ultima è particolarmente comoda per il collegamento dell’unico sensore che non usa un vero connettore Rj-45 ma un semplice filo elettrico a due poli, il Door Sensor (con il quale viene fornito anche il cavo per il collegamento).

Ogni singolo mPort può essere collegato a sua volta alla rete usando sia il Wi-fi sia una comune porta Ethernet (10/100 Mbit). L’mPort Serial a differenza dell’mPort “normale” permette di collegare dispositivi gestibili tramite interfaccia seriale, come alcuni macchinari o accessori di rete. Le connessioni disponibili sono di due tipi (DB9 o Terminal Block) e viene fornita (a differenza dell’mPort normale) anche una antenna esterna che può essere collegata qualora quella interna non sia sufficiente.

Le mPower sono invece delle prese collegabili sempre tramite Wifi alla rete di casa o dell’ufficio disponibili in tre versioni: la mPower mini è una presa singola, molto simile alle prese del sistema Sitecom, con spina e presa Schuko, limitata a 10 ampere (a 230 volt). La mPower è invece una ciabatta a tre prese, sempre tutta in standard Schuko, con limite a 16 ampere (totali e per singola presa). Infine la mPower Pro include 6 prese da 16 ampere ed è l’unica a fornire anche un collegamento Ethernet in aggiunta a quello Wi-fi. Ogni elemento mPower può valutare il consumo istantaneo di ogni presa e per ciascuna di esse mette a disposizione anche un relè, così da permettere anche lo spegnimento o
l’accensione remota.

Questo sistema può essere altamente programmabile, possiamo infatti decidere di spegnere un apparato se un sensore non ha rilevato movimenti per 10 minuti notificando il tutto via mail.

IFTT le applicazioni per la Domotica e l’Automazione

Si chiama IFTTT, acronimo inglese di “If This Then That” ed è un servizio web che permette di creare connessioni fra applicazioni, servizi o dispositivi via web. In pratica IFTTT collega fra loro le attività di due “cose” connesse al Web. Si può trattare sia di servizi che di applicazioni, ad esempio Twitter e Facebook, oppure di due dispositivi domotici (le luci Wi-Fi Philips Hue e il braccialetto UP di Jawbone) sia un servizio Web e un dispositivo. La connessione prevede che al verificarsi di un evento su uno dei due elementi venga eseguita un’azione sull’altro.canali IFTTT

Si chiama “ricetta“, (recipes), quel servizio che dobbiamo svolgere. L’evento che avvia la ricetta è chiamato innesco (trigger), e si chiama azione (action) la cosa generata dalla ricetta stessa. I due servizi coinvolti sono chiamati “canali” (channels), mentre le informazioni dei servizi coinvolte nel processo sono chiamate “ingredienti”
(ingredients).

IFTT E LA DOMOTICA

Uno degli usi migliori che si possono fare di IFTTT è quello di gestione dell’automazione attraverso alcuni smart device: dispositivi elettronici che, attraverso una serie di protocolli di comunicazione (Wi-Fi, Bluetooth, Nfc e così via), possono interagire con software per computer, servizi Web o altri dispositivi.

Le tipologie dei dispositivi di questo tipo stanno rapidamente crescendo di numero: ai più classici dispositivi per la domotica si sono da poco aggiunti anche i device indossabili (smartwatch o braccialetti), sensori di diversa tipologia, pedometri e così via. Oltre che con IFTTT, quasi tutti questi prodotti sono gestibili anche attraverso App per iOS/Android o servizi Web.

  • Interruttore Interruttore Belkin Wemo : è un adattatore che, collegato ad una normale presa elettrica, permette attraverso comandi WiFi di spegnere o accendere gli apparati che vi sono collegati. IFTTT permette di accendere o spegnere l’apparato. In Italia il dispositivo viene venduto a circa 50 euro.
  • Sensore di Movimento WeMo: si tratta di un piccolo sensore che, collegato ad una presa elettrica, rileva i movimenti fino a 3 metri di distanza. Con IFTTT è possibile innescare ricette alla rilevazione di un movimento o solo quando un movimento viene rilevato dopo un certo periodo di pausa. Il costo del sensore di movimento WeMo, venduto nel nostro paese in accoppiata con un Interruttore WeMo, è di circa 100 euro.
  • WeMo Light Switch. Non ancora disponibile in Italia, è un interruttore da parete per le luci. Il canale IFTTT permette sia di attivare ricette quando la luce viene spenta o accesa, oppure di accendere o spegnere la luce in base ad eventi generati da altri canali.
  • Philips hue. Hue è la linea di luci intelligenti di Philips. Il prodotto consiste in un hub Wi-Fi cui è possibile collegare, sempre attraverso Wi-Fi, fino a 50 lampadine contemporaneamente. IFTTT permette, oltre che spegnere o accendere le luci, anche di cambiarne il colore, renderle più fioche o farle lampeggiare in base ad eventi registrati. Un kit composto dall’hub e da 3 lampadine costa circa 200 euro, mentre la singola lampadina (da 600 lumen con diverse tonalità di colore) costa circa 60 euro.

Come Spegnere ed accendere un apparecchio elettrico della casa via Internet

Volete spegnere ed accendere un apparecchio elettrico della vostra casa da Internet? Sapere allo stesso tempo quanto consuma? Conoscere l’assorbimento energetico in un determinato momento ? Ci viene in aiuto MyPresa di Sorgenia , ovvero una presa di corrente che si collega attraverso la rete WiFi domestica ad iPhone, iPad e iPod Touch. Si alimenta con 220-240V e regge un carico elettrico di 16 Ampère sulla spina Schuko di tipo F.

wemo

Gli smartphone e tablet, con l’app gratuita dedicata diventano una centralina di controllo e di comando delle apparecchiature attaccate alla presa, opportunamente configurata come ogni periferica wireless.

I dispositivi elettrici si possono accendere e spegnere dal touchscreen sia in casa (o in ufficio) sia da remoto, sul momento o all’orario stabilito col timer.

In più, MyPresa manda sullo schermo del device vari dati: la potenza istantanea assorbita dall’apparecchio collegato (in Watt), il consumo di elettricità (in kWh) di un’ora, un giorno, una settimana o un mese, e la relativa spesa in Euro. Lei, MyPresa, di Euro ne costa 135, ma i clienti Sorgenia possono averla in comodato d’uso gratuito: un risparmio assicurato, ancor prima di usarla.

Se vogliamo risparmiare un pochino con 50 euro portiamo a casa Belkin WeMo. Anche in questo caso si tratta di uno switch wireless comandabile in maniera remota da Internet. Possiamo farlo attraverso l’app per dispositivi APPLE Ios e attraverso quella per sistemi Android.

Le applicazioni anche in questo caso sono diverse. Si può spegnere ad esempio la luce della stanza dei piccoli programmandola ad una determinata ora.

Il risparmio Energetico e il controllo della Caldaia via Internet con la Domotica

Un impianto domotico è utile non solo per l’abbassamento e alzamento delle tapparelle, per il controllo delle luci e dei sistemi di antifurto ma anche per risparmiare energia. Grazie alla domotica infatti si possono centralizzare e così gestire tutti gli strumenti che concorrono alla gestione dell’energia di casa, ad esempio:

caldaie per il riscaldamento tramite termostato che si collega ad Internet, acqua calda sanitaria, climatizzazione e utilizzo dell’energia elettrica. Per fare ciò è necessario collegare gli apparecchi che producono il calore e il fresco agli apparecchi che assorbono corrente. In questo modo si possono, ad esempio, gestire le singole aree della casa a seconda del giorno e dell’ora regolando la temperatura dei singoli ambienti. Questo dovrebbe permettere un maggiore risparmio e una gestione più puntuale rispetto ai sistemi tradizionali (cronotermostato e partenze ritardate o programmate). Inoltre, tramite software vengono anche proposte in maniera intuitiva applicazioni che prevedono la gestione remota dei carichi elettrici e della temperatura della casa, ma non solo.

Scaricando l’applicazione IF, disponibile per Android e Apple Ios potete divertirvi ad automatizzare qualsiasi cosa, nei limiti della compatibilità. Voi impostate una regola del tipo “se posto una foto su twitter allora mettila anche su Facebook“, oppure “se domani piove avvertimi con un SMS“, o ancora “se ho lasciato le luci accese avvertimi con un messaggio“. Con IF ti sdoppi in due posti contemporaneamente, visto che puoi gestire a distanza il tuo sistema domotico attivando a distanza l’apertura del cancello, l’accensione delle luci, il riscaldamento ecc. E’ compatibile con i sistemi di Philips Hue,  Sony Lifelog, Harvest, ThermoSmart, HomeSeer, Moni.ai, WallyHome, Nimbus Note, and iSmart Alarm.

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Iniziano a trovarsi in commercio elettrodomestici “intelligenti” che si connettono ad internet e possono essere controllarti via remoto. Siamo ancora lontani però da una completa automazione, al momento i prodotti che si trovano sono di nicchia e costano molto, ad esempio:

Lavatrici Samsung con Smart Control:la lavatrice Arno si connette ad Internet tramite wifi w può essere gestita con un app. Tra poco uscirà anche il modello di Indesit, la Smart Aqualtis Hot Point che da remoto possiamo controllare per evitare un carico elettrico eccessivo.

Frigoriferi Liebherr: permettono il controllo a distanza di più apparecchi via corrente elettrica. Ad esempio se abbiamo un congelatore possiamo controllare la sua temperatura da casa.

Forni : la linea Miele@Home può essere controllata da remoto via Internet a anche via corrente elettrica. Anche il sistema Indesit Smart Luce Hotpoint permette un controllo a distanza.

Condizionatori: la parte forse più interessante, ovvero la climatizzazione. I sistemi Samsung della serie Y permettono il controllo via internet perchè sono dotati di sistema wifi, possiamo quindi programmare da remoto l’accensione e lo spengimento per un’ottimizzazione dei consumi.

Caldaie controllate a distanza: in questo caso i prodotti da tenere in considerazione sono due: Tado e Nest. Si possono acquistare su Internet e sono dei crono termostati a controllo remoto. Piccole centraline da installare a muro che comunicano con qualsiasi caldaia tramite relè che prendono la connessione wifi tramite il vostro router internet. Possono essere comandate e programmate tramite APP per Android e Iphone-Ipad. Queste centraline leggono anche le temperature esterne tramite internet e regolano la temperatura in casa idonea.

Programmare un Impianto Domotico da Soli con pochi euro

Abbiamo già parlato della realizzazione di un impianto domotico fatto in casa, oggi vogliamo tornare sull’ argomento per coloro che amano farlo da soli utilizzando il Raspberry Pi. Di cosa si tratta? E’ un piccolo computer costruito su una scheda elettronica grossa quanto una carta di credito. Costa appena 30 euro e si può comprare a questo indirizzo. In pratica abbiamo un computer in formato mini con 256 mega di memoria o 512 (a seconda del modello scelto) che possiede uscite video, ingresso Ethernet, porta Usb, uscita audio che supporta Debian Gnu Linux e altre distro. Il sistema operativo si può installare su scheda SD che è possibile inserire nell’ apposito slot fornito sulla scheda.

Impianto domotico fai da te:
dobbiamo acquistare anche il modulo RaZberry (il costo è di circa 50 euro), collegarlo al Raspberry Pi e procedere con l’installazione del software di base. Nel nostro caso abbiamo utilizzato come ambiente operativo la distribuzione standard Raspbian “whezzy”.

Una volta acceso il sistema ed effettuato il login, prima di passare all’installazione vera e propria dell’ecosistema RaZberry, è necessario installare un server Web in modo da rendere accessibile l’interfaccia di gestione fornita dal software Z-Way. Poiché altre interfacce più evolute – come Majordomo oppure OpenRemote richiedono servizi aggiuntivi, su piattaforma Lamp . A questo punto è necessario lanciare da terminale (consigliamo di eseguire l’operazione senza avviare l’interfaccia grafica Lxde fornita con la distribuzione Linux di Rasbian) il seguente comando:

wget -q -0 – http://razberry.z-wave.me/install | sudo bash

Il sistema verifica che sia rutto pronto per eseguire RaZberry e installa i pacchetti necessari a rendere operativo il modulo di controllo dotato di ricetrasmertìtore radio. Una volta completata l’installazione del server Web e del software Z-Way è necessario riavviare il Raspberry Pi prima di poter raggiungere l’interfaccia di configurazione da browser web: digitate l’indirizzo Ip della centralina domotica, specificando la porta 8083 (http://ip_raspberry:8083), per cominciare ad aggiungere i dispositivi di controllo intelligenti. Per utilizzare al meglio il sistema RaZberry, prima è meglio caricare la piantina della vostra abitazione: dal menu Map selezionate Upload image e caricate il file con l’immagine della casa.

Fatto ciò potete ridefinire il numero, le dimensioni e i nomi delle zone in cui volete suddividere l’abitazione. Il software di elaborazione della mappa è semplice, intuitivo, ma al tempo stesso estremamente efficace; con pochi clic potete cancellare i confini di una zona di azione e ridefinirli con uno strumento simile a quello di selezione poligonale presente in Photoshop.

Attivate i vostri dispositivi Z-Wave e dal menu Network procedete alla loro inclusione all’interno della rete domotica. Consigliamo di procedere attivando un elemento alla volta e, dopo essere tornati al menu Map, di collocarlo sulla pianta di casa prelevandolo dall’elenco che via via si popolerà di tutti gli elementi connessi alla centralina.
Grazie allo strumento di gestione avanzata e alla possibilità di definire gerarchie e regole tra i dispositivi connessi alla centralina è possibile creare scenari in cui l’attivazione di un sensore pilota in cascata altri elementi dell’impianto.

Domotica costi: dipende da cosa vogliamo fare, possiamo spendere appena una cinquantina di euro per progetti molto semplici fino a superare i 500-1000 euro se dobbiamo comprare motori, senori e vari kit piú complessi.

Ecco un esempio utile e pratico di domotica: supponete di avere un giardino e di aver installato sull’impianto d’irrigazione un temporizzatore che si attiva ogni sera a un orario prestabilito. Senza un controllo condizionale l’impianto si accenderà anche se piove a meno di non escluderlo manualmente.

Ora immaginate di inserire a monte del temporizzatore un elemento controllato dalla centralina che può escludere il sistema di irrigazione; se questo elemento è accoppiato a un sensore di pioggia si potrebbe definire una regola per la quale in caso di attivazione del sensore di pioggia (fuori piove) la centralina escluda il sistema d’irrigazione.

Per realizzare altri impianti di automazione per la casa c’è la Guida al Raspberry Pi un libro di facilissima comprensioni in cui potete trovare tanti progetti facili da realizzare anche per chi è a digiuno di programmazione ed elettronica.

L’antifurto della casa vi chiama se c’è un Intrusione, il combinatore telefonico

Uno dei settori più sviluppati nell’ ambito della domotica è sicuramente quello relativo alla sicurezza della casa. Gli allarmi si sono molto evoluti negli ultimi anni, sia dal punto di vista della sicurezza che nella tecnologia.

Uno dei componenti fondamentali in un impianto è rappresentato dal combinatore o commutatore telefonico Gsm. Solitamente si trova già incorporato nelle centraline (acquistabili singolarmente o in un kit antifurto), cuore principale del sistema, ma possono essere acquistati separatamente e collegati via wireless o con cablaggio filo.combinatore gsm

Il combinatore telefonico permette di “chiamare” una serie di numeri telefonici impostati dall’ utente all’ attivazione del segnale di allarme. Un relè all’interno della centralina scatterà e farà partire la chiamata nel momento in cui
un intruso si è introdurrà nell’ abitazione o al tentativo di effrazione o scasso.

Il prezzo è piuttosto modesto, circa 50-100 euro, l’acquisto quindi, nell’ ambito di un impianto di antifurto, è strettamente consigliato.

Il settaggio:
l’utente registra un messaggio nella eprom del commutatore tramite microfono integrato. I modelli più evoluti permettono di salvare diversi messaggi, da combinare con diversi tipi di pericoli. Ad esempio un allarme incendio, oppure il tentativo di scasso della porta principale, o quella di una finestra, oppure la violazione del perimetro esterno della casa. gnuno di questi avrà un messaggio diverso del tipo: “ATTENZIONE, UN INTRUSO STA TENDANDO DI INTRODURSI NELL’ABITAZIONE DI VIA MANZONI AL NUMERO 30, INTERNO 3, SCALA A“. Meglio essere dettagliati nel messaggio per consentire alle forze dell’ ordine di individuare subito l’appartamento preso di mira.

Si possono impostare diversi numeri telefonici, compresi quelli, come detto, destinati alle forze dell’ ordine (ci vuole una richiesta scritta e l’accettazione della stessa da parte di Polizia e Carabinieri per l’autorizzazione). Al momento dell’ allarme il sistema chiamerà i numeri telefonici utilizzando sia la linea telefonica fissa, a cui è connesso con il filo, oppure tramite Gsm, in quest’ultimo caso sarà necessaria la presenza di una scheda Sim attiva da inserire nel dispositivo.

Meglio quindi scegliere i modelli PSTN+GMS che possono utilizzare sia la linea fissa che mobile, in caso di “taglieggio” dei fili telefonici ci sarà sempre l’alternativa della linea cellulare.

Le Migliori Marche di Impianti di Domotica

Quali marche scegliere quando si necessita di un impianto di domotica? Quali sono le più affidabili? Prima di produrre un elenco con delle caratteristiche più o meno dettagliate, è bene fare delle premesse.
Prima di orientarsi su una marca, piuttosto che un’altra, è bene avere le idee chiare. Questo perché ogni marca assicura standard qualitativi diversi, identico discorso per le esigenze.

Opportuno anche fissare un budget minimo e massimo, dato che i prezzi per l’installazione di un impianto domotico possono differire anche di qualche migliaio di euro tra una marca e l’altra.

In parole povere, è opportuno calcolare tutto nei minimi dettagli, al fine di ottenere il massimo risultato possibile con i propri mezzi a disposizione, installando all’interno della propria abitazione, un impianto domotico adeguato alle proprie necessità quotidiane.

Impianto di domotica – Le migliori marchedomoticacasa

HomePLC
Un marchio di impianti domotici affidabile,flessibile e piuttosto economico. I sistemi di domotica forniti da HomePLC non hanno particolari limiti per quel che concerne la massima espansione. Identico discorso per le funzioni realizzabili.

Punti di forza: facilità d’uso, ingressi optoisolati, l’opportunità di accedere agli impianti anche in fibra ottica, alta compatibilità

Punti deboli: nessuno
Sito web.

Teleco Automation
altro brand italiano che ha un vasto catalogo di prodotti a controllo remoto. Tende da sole, avvolgibili, cancelli, tutti componenti che possono essere gestiti in modo wireless. Interessanti anche i prodotti di ventilazione e aspirazione automatici con sensori.

Punti di forza: catalogo molto vasto con prodotti innovativi

Punti deboli: nessuno
Sito web

Kblue
Un marchio che si contraddistingue per completezza e versatilità. Gli impianti di domotica di Kblue, infatti, possono essere facilmente integrati con apparati di sicurezza.

Punti di forza: integrazione, facilità d’uso

Punti deboli: il prezzo, che sembra essere lievemente più salato rispetto ad altri marchi del settore, tuttavia, stiamo parlando di sistemi completi e affidabili, che consentono qualsiasi interazione. Un prodotto di fascia medio-alta che offre qualità, sicuramente non per tutte le tasche e le esigenze.
Sito web.

Gewiss
Un marchio piuttosto celebre, che vanta un’esperienza quarantennale nella produzione di componenti e sistemi per le installazioni elettriche di bassa tensione.
Unitamente ai suddetti, l’offerta commerciale di Gewiss comprende una vasta gamma di prodotti per la domotica. Un marchio perfetto per chi desidera ridurre i costi di gestione, risparmiare energia, ma al contempo garantirsi una vita più confortevole e sicura fra le mura domestiche.

Punti di forza: elevata integrazione, costi di manutenzione e gestione estremamente contenuti, facilità di configurazione, ottima integrazione con gli impianti già esistenti.

Punti deboli: nessuno.
Sito web.

Bticino:
storico marchio conosciutissimo per l’illuminotecnica è uno dei leader nel settore della domotica. My Home Web è la serie di prodotti che consentono il controllo a distanza della propria casa via web tramite il portale Bticino con smartphone e pc.

Punti di forza: capillarità dei suo prodotti che si trovano in tantissimi punti vendita e sono usati da moltissimi installatori.

Punti deboli: prezzo più alto rispetto ai concorrenti.
Sito web.

Vimar:
ancora un brand conosciutissimo nell’ ambito della domotica. Con ByMe si può controllare ogni stanza, temperatura, illuminazione, accensione, antifurto.
Sito web.

Che cos’è un Impianto Domotico, la sua importanza

Avete mai sentito parlare di impianti domotici? Per chi non lo sapesse, si tratta di prodotti presenti in casa che si interfacciano con semplici applicazioni informatiche ed apparecchi elettrici per assicurare una completa automazione degli ambienti, sia di lavoro che casalinghi, controllabili da remoto, molto spesso via Internet. Per farla breve possiamo controllare a distanza la temperatura della casa, la caldaia, i condizionatori, l’illuminazione o qualsiasi altro apparecchio elettronico.

Vantaggi :
per quali motivi sarebbe opportuno dotarsi di impianti domotici all’interno della propria abitazione o di un ufficio?impianto domotica

1) Comfort: poter godere di un ambiente rilassante è fondamentale per chi rincasa dopo una giornata di lavoro particolarmente stressante. Facendo un esempio concreto, delle tapparelle automatizzate sono sicuramente più comode e facili da gestire rispetto a quelle tradizionali.
2) Risparmio energetico:non solo comodità, anche ottimizzazione dei consumi. Gli impianti domotici, infatti, consentono di risparmiare energia, grazie ad un monitoraggio efficiente sul controllo carichi e sulla termoregolazione. C’è ad esempio il termostato che si connette ad Internet con cui programmare accensione e spegnimento della caldaia.
3) Sicurezza:è poi opportuno prendere in considerazione l’aspetto sicurezza di abitazioni e uffici. Gli impianti domotici garantiscono la (quasi) assoluta inviolabilità di abitazioni e uffici, grazie a sistemi di allarme e videocontrollo all’avanguardia. La centralina di un antifurto casa ad esempio può essere programmata e gestita da remoto interfacciandosi con un sistema di videosorveglianza che controlli gli ambienti 24 ore su 24.
4) Immediatezza e interazione multimediale:la possibilità di gestire gli impianti di riscaldamento, quelli elettrici, di condizionamento, allarmi e videocitofono della propria abitazione o ufficio con un click grazie ad internet o via telefono.

Perché dotarsi degli impianti domotici?
In sintesi dunque, un impianto domotico è in grado di coordinare tutti gli impianti di una casa o di un ufficio, finendo con il renderli maggiore efficienti. Ciò si traduce sia in migliori prestazioni che in una diminuzione dei consumi e talvolta consente di scoprire forme di utilizzo del tutto inedite.

Per quel che concerne le possibili integrazioni degli impianti, quest’ultime sono perlopiù infinite: illuminazione, impianto di sicurezza, filodiffusione, riscaldamento e così via.Altro aspetto da prendere in considerazione è la facilità di utilizzo di quest’ultimi.

Qualunque tipo di utente, anche bambini ed anziani in genere, non hanno grosse difficoltà ad interagire con le funzionalità base degli impianti domotici. Non a caso, uno dei punti di forza di questi sistemi è proprio la facilità di interazione visto che molti impianti sono dotati di controllo remoto via smartphone e pc, anche quelli fai da te. Come se non bastasse, numerose funzioni vengono eseguite automaticamente e le interfacce utente presentano simboli e cliché intuitivi, in modo da dare all’utente il giusto input per un corretto utilizzo.

Lo Standard Knx per la Domotica per l’automazione delle Case

La Domotica è la disciplina che studia come migliorare la qualità della vita nella casa, tramite l’utilizzo interdisciplinare di una serie di tecnologie provenienti da scienze quali l’informatica, l’elettronica, l’automazione, l’ingegneria edile. Tutte queste diverse conoscenze confluiscono nel concetto di “casa intelligente“, le cui funzionalità possono essere controllate dall’utente tramite comando vocale.

Le funzionalità comprendono la gestione dell’ambiente tramite la climatizzazione, l’illuminazione e d il controllo dell’acqua, la gestione degli elettrodomestici, degli strumenti di comunicazione come il telefono, il televisore, internet, e della sicurezza. Le tecnologie domotiche possono essere applicate non solo ad un’abitazione privata, ma a qualsiasi tipo di edificio, come industrie ed edifici pubblici.

Le apparecchiature impiegate possono anche essere di produttori diversi. Per favorire l’interoperabilità vengono utilizzati dei protocolli di comunicazione internet, questi diventano standard. Un protocollo internet standard permette a sistemi separati ed a diversi gruppi di componenti di condividere lo stesso sistema di fili, permettendo la trasmissione di informazioni tra una componente e l’altra dell’impianto elettrico.

domoticaknxNel tempo è emersa l’utilità di avere un protocollo standard per tutti gli edifici. EIB, cioè European Installation Bus, è un protocollo per bus di campo, che è confluito, con gli standard BatiBUS ed EHS, nello standard KNX, che si presenta come il riferimento europeo e mondiale per la domotica.

KNX (vedi il sito italiano) si presenta come uno standard aperto, privo di royalty, la cui caratteristica fondamentale è l’interoperabilità anche tra dispositivi di aziende diverse, mentre l’indipendenza dalla struttura hardware rende possibile ad ogni produttore di scegliere i chip più idonei per ogni applicazione. Inoltre, contribuisce molto al risparmio energetico, arrivando ad un 50% di risparmio nei settori dell’illuminazione e del riscaldamento. Nel maggio del 1999, i membri delle associazioni che rappresentano i 3 protocolli di base hanno costituito l’Associazione KNX che ha per scopo la promozione e sviluppo dello standard KNX come standard unico per le applicazioni della domotica.

KNX oggi è l’unico standard internazionale per la domotica approvato in tutto il mondo. L’associazione KNX Italia opera da oltre 15 anni, è la sezione italiana dell’associazione europea che ha sede a Bruxelles, ha lo scopo di contribuire a diffondere la conoscenza e l’applicazione dello standard KNX tramite la diffusione della certificazione KNX, mediante l’impiego di un marchio registrato. La diffusione avviene attraverso la comunicazione della tecnologia tramite pubblicazioni, eventi e corsi di formazione, suddivisi per progettisti ed installatori, oltre che in un corso introduttivo ed uno certificato base. Questi corsi sono fondamentali per preparare gli installatori elettrici alla progettazione e gestione degli impianti secondo le modalità del nuovo sistema.

KNX può essere applicato in qualsiasi funzione per il controllo degli edifici, ad esempio illuminazione, sicurezza, climatizzazione, gestione energetica elettrodomestici. Esso può essere utilizzato sia negli edifici nuovi che preesistenti, sia in abitazioni private che in edifici pubblici o ad uso industriale, si adatta facilmente a sempre nuove esigenze.

I marchi per la domotica italiana che usano lo standard Knx sono Vimar, AEM, 3E, ABB, Bertelli, Blumotix, Bticino, Divus, Domotica Labs, Gewiss, Sinapsi, Esa, Exor.