Kit Antifurto Casa come Montarlo da Soli

Un impianto di antifurto, al pari di quello di videosorveglianza, rappresenta il miglior deterrente per tenere lontani da casa ladri e malintenzionati. Un potenziale ladro controlla se l’abitazione è dotata di sirena esterna o telecamere e, nel migliore dei casi, desiste dall’intenzione di assaltarla in caso di loro presenza. Possiamo montare un impianto da soli grazie ad un kit antifurto che può essere acquistato nei negozi specializzati oppure online.

Non c’è bisogno di una gran conoscenza di elettronica o di impianti di sicurezza, basta avere le nozioni basi, molta pazienza e un po’ di manualità. Un buon punto di partenza è la consultazione del sito http://www.antifurtoallarme.eu dedicato agli impianti di allarme.

E’ comunque quello che vedremo oggi, spiegheremo come è fatto un kit antifurto, di quali componenti abbiamo bisogno, del loro funzionamento e parleremo anche di prezzi.

Come è fatto

un kit di antifurto è composto in maniera principale di alcuni elementi base, ovvero la centralina, i rilevatori o sensori di movimento, la sirena interna o esterna.

  • Centrale di allarme: è il cervello pensante del sistema, quello che gestisce e controlla l’antifurto. A lei sono connessi gli altri componenti, in maniera particolare sirena e sensori (via cavo oppure wireless). La centralina è dotata di quello che è chiamato commutatore telefonico gsm, un dispositivo che si connette alla linea fissa del telefono (PSTN) oppure a quella del cellulare, tramite simcard che va comprata a parte. Quando scatta l’allarme parte il messaggio che abbiamo precedentemente registrato. Viene inviato via telefono a dei numeri che abbiamo programmato. Può essere il nostro cellulare, quello dei parenti o delle forze dell’ ordine. In quest’ultimo caso ci vuole una richiesta scritta che va inoltrata in maniera alternativa a Polizia o Carabinieri.
    La centralina si monta vicino all’ entrata principale della casa, a parete, è auto alimentata, non va in blocco in caso di mancanza di corrente e si attiva o disattiva tramite tastierino incorporato.
  • Sensori: rilevano il movimento di un intruso ed inviano un segnale di allarme. Si chiamano sensori passivi a raggi infrarossi perchè rilevano a distanza la temperatura corporea. Quando c’è un cambio di temperatura repentino, tutti i corpi umani emettono calore, si accorgono della presenza. Sono tarati per non generare falsi allarmi in presenza di animali domestici come cani e gatti, o all’ aperto. I PIR (passive infrared) soffrono quindi le variazioni di calore, devono essere montati lontani da fuochi, caminetti, termosifoni e anche da pendole che si muovono o specchi che riflettono immagini. In alternativa possiamo usare i sensori a microonde che usano un’altra tecnologia, oppure quelli a doppia tecnologia (microonde + pir).
  • Sirena: può essere montata esternamente, internamente o in entrambi le situazioni. La maggiorparte delle volte è collegata con il filo, possiamo utilizzarne anche una interna wireless. Serve per avvertire acusticamente i vicini della presenza di ladri e anche per metterli in fuga. Sparano un segnale di 100 decibel che può essere udito a lunghe distanze. La parte visiva è necessaria per individuare da lontano la casa attaccata dai ladri.
  • Contatti magnetici per porte e finestre: non sempre vengono dati nei kit. Sono molto economici, costano 10 euro ciascuno. Si tratta di due contatti che quando vengono allontanati generano un impulso di allarme. Si montano sulle ante di porte e finestre e vengono connessi alla centrale con sistema wireless o con cavo.

Possiamo poi integrare il kit ed interfacciarlo con telecamere di video sorveglianza, barriere perimetrali, nebbiogeni, sensori antiscasso. Le nuove videocamere di telesorveglianza sono dotate di sensori di movimenti che rilevano la presenza di una persona ed inviano un’allarme sullo smartphone. In quel momento la visione della casa avviene in diretta.

I prezzi

un impianto classico centrale composto da due sensori e sirena, nella versione economica, costa 200-300 euro, da 400 a 700 euro compriamo modelli piú sofisticati. La differenza di prezzo la fa la qualità della marca e dei componenti. Se iniziamo a volere sensori da installare esternamente, in doppia tecnologia iniziamo a pagare di piú. Un buon kit si vede anche dalla “supervisione” ovvero dal controllo e dai test effettuati da istituti indipendenti come TUV tedesco. Possono anche essere cinesi, ma devono essere brandizzati in Europa e sottoposti a controlli.

kit antifurto casa

Un kit con sensori che generano continui falsi allarmi rende l’antifurto inutilizzabile. Alcuni sistemi invece, furbamente, per evitare i falsi allarmi, non consentono la verifica della funzionalità di un sensore. Noi crediamo che quello funzioni, invece ha la batteria scarica (se è wireless che lavora su frequenza 868 Mhz e 433) e non viene segnalato.

I kit antifurto in commercio i Modelli

su Amazon ci sono vari modelli che possiamo consigliarvi e che possono essere installati da soli. Il il KIT A3BSolar è composto da una centralina controllabile con app da Interne. Ci sono sei sensori Pir a raggi infrarossi passivi e 10 contatti magnetici. Una sirena esterna wireless che si alimenta con pannello solare incorporato, una sirena interna cablata.

Ci sono poi i kit di Bentel, Diagral e Logisty mentre Tecnoalarm, Combivox, Saet e Lince vendono i componenti singolarmente, stessa cosa per Btcino. Risco invece ha un kit che si può controllare via Internet per l’attivazione e disattivazione a distanza.

 

Telecamere di videosorveglianza come creare un sistema di Antifurto

Le telecamere di videosorveglianza sono divenute un ottimo alleato per contrastare furti ed intrusioni all’interno della propria casa, negozio o ufficio. Costano poco, sono efficienti e riescono ad abbattere quasi totalmente il rischio ladri. Per montare un impianto di videosorveglianza professionale c’è bisogno di installatori del mestiere, ma possiamo ottenere buoni risultati anche da soli. Oggi vi guideremo nella realizzazione di un sistema per videosorvegliare un ambiente cercandovi, allo stesso tempo, di darvi tutti i consigli sul mondo degli allarmi ed antifurti.

Possiamo partire con l’uso di una IP Camera, che trasmette i dati al PC tramite collegamento wireless. Ciò offre notevoli vantaggi sia dal punto di vista della qualità delle immagini ia per quanto riguarda la libertà che abbiamo nel posizionarla. L’assenza di cavi infatti permette di collocarla in qualsiasi punto. Se vogliamo, però, nulla ci impedisce di usare la webcam che utilizziamo normalmente per le videochiamate su internet con Skype, dovremo solo avere l’accortezza di posizionarla in un punto da cui sia in grado di coprire un’area sufficientemente ampia.

Realizzare un impianto di videosorveglianza economico

Cosa ci serve per trasformare il nostro computer in un sistema di sorveglianza? Oltre al computer, anche un vecchio modello che possiamo dedicare esclusivamente a questa funzione, è necessario avere a disposizione una telecamera. Abbiamo scelto la D-Link DCS-5222L perchè è una telecamera wireless, in Hd, motorizzata che lavora anche in assenza di luce.

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Il pc è necessario solo per la prima configurazione (è possibile anche farlo con dispositivi mobile), dopodichè la telecamera di collega in maniera autonoma, tramite wifi, al router adsl di casa. Il rilevatore di movimento integrato permette di notificare tramite app, inclusa nel prezzo, ad uno smartphone o tablet, della presenza di un estraneo. Insomma con poco piú di 100 euro abbiamo realizzato un sistema efficace di video sorveglianza. Il servizio cloud My D-Link ci pemrette anche di utilizzare piú camere Ip per avere un controllo piú ampio, anche per zone esterne.

Telecamere Wireless 3G

se non disponiamo di una linea telefonica ma vogliamo utilizzare lo stesso Internet per l’invio di video ed immagini, ci sono alcune telecamere che hanno un slot per alloggiare una sim card dati. In questo modo si connettono in 3G-4G ed inviano i dati. La scelta dei modelli è poco vasta, consigliamo in alternativa l’utilizzo di un router portatile 4G, come ad esempio il Huawei E5330 che crea uno spot wifi a cui poter connettere qualsiasi telecamera wireless.

Software di Videosorveglianza

c’è un programma gratuito che si chiama Vitamin D. Integra un ottimo sistema di riconoscimento dei movimenti. In più è dotato di tante funzioni e strumenti per personalizzare le attività di controllo, il software supporta numerosi modelli di IP Camera e tutte le webcam in commercio.
In realtà Vitamin D utilizza degli algoritmi che gli consentono di “riconoscere” ciò che vede e reagire di conseguenza, limitando le sviste. Sta a noi impostare il programma a seconda del tipo di uso che vogliamo farne per soddisfare al meglio le nostre esigenze. Le opzioni a nostra disposizione sono estremamente chiare e ci permettono, per esempio, di limitare il riconoscimento apersone oppure oggetti più grandi di una certa dimensione (espressa in pixel) in modo da escludere senza difficoltà cane e gatto.

Il programma consente di collegare più di una telecamera e controllarle tutte. Se utilizziamo delle IP Camera, quindi, possiamo teoricamente coprire tutte le stanze della nostra abitazione. Ogni singola telecamera può essere regolata in maniera differente per adattarne l’uso al luogo in cui si trova. Possiamo per esempio, impostare il sistema di rilevamento in maniera diversa, o anche fare in modo che ogni singola telecamera si attivi solo in determinate fasce orarie. Ricordiamoci però che la versione gratuita del programma non consente di accedere alla visualizzazione via Internet quando ci troviamo fuori casa. Per quanto riguarda la capacità di rilevazione, proviamo diverse impostazioni per trovare quella più efficace. In questo modo eviteremo il rischio di preoccuparci inutilmente per dei falsi alarmi.

Le telecamere Finte

se non vogliamo spendere molti soldi, ma allo stesso tempo allontanare i ladri facendogli credere che troveranno un antifurto o qualcosa che li controlla, possiamo acquistare una telecamera finta. Questo modello della Konig è ottimo, può essere installata anche all’ aperto e ha anche un led per la luce spia. Si alimenta con pile stilo che si ricaricano grazie ad un piccolo pannello solare presente sulla telecamera.

Sensori Infrarossi e Rilevatori di Movimento

Perchè le telecamere di videosorveglianza hanno riscosso un così grande successo negli ultimi anni? Non solo per il controllo visivo, ma soprattutto per il fatto che si accorgono se un essere umano è entrato nella zona sorvegliata. Per riuscirci utilizzano un sensore PIR (passive infrared, a raggi infrarossi) montato sulla lente. Ogni corpo emette calore, il rilevatore capta a distanza la variazione termica che si viene a creare nella stanza e fa scattare l’allarme. La bontà di un sensore si misura dal fatto che è in grado di capire quando si tratta di un animale domestico o di un uomo. Pensate ai falsi allarmi generati dal passaggio di un cane, un gatto o di un uccellino che si posa su un sensore se siamo all’ aperto.

Una volta rivelato il movimento le telecamere funzionano come un antifurto: ci avvisano dell’ avvenuta effrazione inviando un allarme sotto forma di messaggio sms, oppure tramite un’apposita “app”. A quel punto possiamo metterci in visione, in diretta, di quello che accade nella nostra casa. Possiamo anche ascoltare ciò che accade se la telecamera è dotata di microfoni.

Telecamere Hd

i modelli piú economici hanno una risoluzione di 640×480 pixel, ovvero in VGA. Ciò è sufficiente per tutti quei casi in cui si vuole avere un’idea di massima di quello che è successo, senza avere particolari dettagli. Se invece puntiamo ad ottenere immagini nitide dobbiamo optare per l’acquisto di telecamere in Alta definizione a 720p. E’ chiaro che un video, un’immagine a 1280 x 720 pixel occupa piú spazio e quindi necessita di maggiore velocità di banda se trasmessa via internet. Anche se i video sono compressi in MP4 dovremo disporre di un collegamento 3G/4G se si tratta di mobileo ADSL se le telecamere trasmettono usando la linea telefonica fissa.

Kit di Videosorveglianza

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sul mercato ci sono dei kit che permettono di realizzare in proprio, e con facilità, un piccolo impianto. Spesso la telecamera fa parte del kit di antifurto che comprende una centralina, due o piú sensori di movimento, dei contatti magnetici da apporre alla finestra, una sirena esterna. Kit puri, solo di videosorveglianza, comprendono anche un DVR o NVR, digital video recorder o network video recorder. Sono sistemi, composti da box in cui vengono installati hard disk, che consentono di conservare video ed immagini per essere successivamente visti.

Possiamo consigliarvi il Kit della ANNKE ANNKE 720P HD composto da 4 telecamere hd a 720p, NVR, software di gestione, telecomando, mouse e cavi per un’installazione molto semplice.

Telecamere professionali

sul mercato ci sono diversi produttori che si occupano della produzione di sistemi di videosorveglianza di grande precisione. Famose sono le telecamere di Foscam, Sony, Panasonic e Axis. I modelli piú evoluti sono motorizzati, possono effettuare uno zoom ed inquadrare dei particolari sotto nostra indicazione. Lavorano in totale assenza di luce ed hanno un sensore CCD molto sensibile che riesce a restituire immagini di grande nitidezza anche a distanza e con poca luce.

I modelli DOME sono quelli a cupola, i Bullet fatti a forma di sigaro o proiettile allungato, la scelta dipende se vogliamo montarle a soffitto, a parete o a seconda del tipo di supporto usato.

Video sorveglianza e privacy

molti negozianti, ma anche privati che intendono videosorvegliare zone private in cui c’è un passaggio pubblico, pensiamo all’ entrata di un  portone, hanno l’obbligo di apporre un cartello in cui si specifica che vengono effettuate video riprese ai sensi dell’articolo 13 del Decreto legislativo numero 196 del 30/06/2003. L’obbligo vale anche per coloro che fanno attività di videosorveglianza senza registrazione (sentenza Civile della Cassazione num. 17440 del 2 settembre 2015). Pensiamo ad un negoziante che ha una telecamera collegato ad un monitor che trasmette in tempo reale le riprese su un monitor.

Domotica e Sistemi di Sicurezza per Protezione della casa

Uno dei settori in cui la domotica sa sicuramente esprimersi bene è quello relativo alla sicurezza della casa intesa sia come prevenzione che come protezione. Parliamo di sistemi che possono allarmarci in caso di furto e nel frattempo proteggere i nostri spazi. Gli inglesi la chiamano security quando si riferiscono ai sistemi contro i tentativi di accesso da parte di estranei, mentre parlano di safety intendendo la sicurezza come prevenzione e intervento contro eventi pericolosi per l’individuo dovuti a guasti o eventi ambientali.

Il primo settore che analizziamo è quello relativo alla sicurezza intesa come protezione contro i tentativi effrazione all’interno di aree protette. Nel campo delle abitazioni private questo si traduce con i sistemi e le tecniche di protezione di beni materiali e dell’individuo contro possibili intrusioni dello spazio privato da parte di estranei. In questa categoria rientrano quindi i sistemi antintrusione, quelli per il controllo degli accessi e quelli per il videocontrollo o la videosorveglianza.

I sistemi di antifurto presenti sul mercato sono solitamente composti da una centralina, sensori e contatti magnetici. Le nuove centrali possono connettersi ad internet ed inviare un alert al proprietario di casa anche sfruttando internet, altrimenti, tramite combinatore Gsm, inviano una telefonata ai numeri predefiniti. I sensori si occupano della rilevazione di movimento degli intrusi. Sono dotati di rilevatori PIR, passive infrared, a raggi infrarossi che “leggono” a distanza la variazione di calore termico in un ambiente.

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Generalmente sono impianti autonomi che in merito alla funzione antintrusione possiamo classificare nelle seguenti caratteristiche: protezione perimetrale
esterna tramite barriere ad infrarossi, creano un fascio invisibile che se valicato invia un segnale di allarme, protezione perimetrale interna e protezione volumetrica. La prima si occupa di riconoscere il tentativo di violare il perimetro esterno dell’abitazione (cancelli, giardino e terrazze); la seconda si occupa di individuare le effrazioni del perimetro interno all’ambiente da proteggere (persiane, tapparelle, infissi e porte d’ingresso), mentre la protezione volumetrica copre gli spazi propriamente interni all’ambiente domestico.

A tale scopo si possono utilizzare sensori di pressione interrati per le pavimentazioni, sensori laser per i varchi, sensori di movimento e sensori termici PIR o a microonde. Questi possono essere combinati con i sistemi di controllo degli accessi che trovano applicazione sugli ingressi: porte principali, porte secondarie e accessi carrabili. In questo caso si tratta di dispositivi a codice numerico oppure che richiedono l’utilizzo di una chiave elettronica.

Tra i sistemi di sicurezza figurano anche quelli relativi alla videosorveglianza e alla videoregistrazione con sistemi NVR. A differenza del passato, l’utilizzo di questi impianti in combinazione i servizi telefonici ed informativi permette di assicurare non allarme il sistema domotico può provvedere alla chiusura delle valvole di adduzione dell’acqua se si tratta di una perdita dell’impianto di distribuzione interna e provvedere all’attivazione di sistemi di protezione come pompe e idrovore.
In ambito domestico questa tipologia di sensori trova applicazione in locali ben specifici come la cucina, i bagni, i locali tecnici, gli scantinati o locali interrati e i garage.

Per quel che riguarda la video sorveglianza ci sono sistemi veramente economici. La D-Link DCS-942L è una telecamera molto economica, appena sotto 100 euro, che è dotata di sensore di movimento. Si connette ad Internet in maniera autonoma, wifi, ed invia immagini e video in tempo reale della zona ripresa, anche in notturna. Invia un alert al proprietario tramite app su smartphone quando un intruso passa davanti all’ area sottoposta al suo controllo. Può anche registrare immagini e video sulla scheda MiniSD.

L’antifurto della casa vi chiama se c’è un Intrusione, il combinatore telefonico

Uno dei settori più sviluppati nell’ ambito della domotica è sicuramente quello relativo alla sicurezza della casa. Gli allarmi si sono molto evoluti negli ultimi anni, sia dal punto di vista della sicurezza che nella tecnologia.

Uno dei componenti fondamentali in un impianto è rappresentato dal combinatore o commutatore telefonico Gsm. Solitamente si trova già incorporato nelle centraline (acquistabili singolarmente o in un kit antifurto), cuore principale del sistema, ma possono essere acquistati separatamente e collegati via wireless o con cablaggio filo.combinatore gsm

Il combinatore telefonico permette di “chiamare” una serie di numeri telefonici impostati dall’ utente all’ attivazione del segnale di allarme. Un relè all’interno della centralina scatterà e farà partire la chiamata nel momento in cui
un intruso si è introdurrà nell’ abitazione o al tentativo di effrazione o scasso.

Il prezzo è piuttosto modesto, circa 50-100 euro, l’acquisto quindi, nell’ ambito di un impianto di antifurto, è strettamente consigliato.

Il settaggio:
l’utente registra un messaggio nella eprom del commutatore tramite microfono integrato. I modelli più evoluti permettono di salvare diversi messaggi, da combinare con diversi tipi di pericoli. Ad esempio un allarme incendio, oppure il tentativo di scasso della porta principale, o quella di una finestra, oppure la violazione del perimetro esterno della casa. gnuno di questi avrà un messaggio diverso del tipo: “ATTENZIONE, UN INTRUSO STA TENDANDO DI INTRODURSI NELL’ABITAZIONE DI VIA MANZONI AL NUMERO 30, INTERNO 3, SCALA A“. Meglio essere dettagliati nel messaggio per consentire alle forze dell’ ordine di individuare subito l’appartamento preso di mira.

Si possono impostare diversi numeri telefonici, compresi quelli, come detto, destinati alle forze dell’ ordine (ci vuole una richiesta scritta e l’accettazione della stessa da parte di Polizia e Carabinieri per l’autorizzazione). Al momento dell’ allarme il sistema chiamerà i numeri telefonici utilizzando sia la linea telefonica fissa, a cui è connesso con il filo, oppure tramite Gsm, in quest’ultimo caso sarà necessaria la presenza di una scheda Sim attiva da inserire nel dispositivo.

Meglio quindi scegliere i modelli PSTN+GMS che possono utilizzare sia la linea fissa che mobile, in caso di “taglieggio” dei fili telefonici ci sarà sempre l’alternativa della linea cellulare.