Smart Home Control come gestire l’Automazione della casa

Il mondo dell’ automazione ha portato tantissime novità negli ultimi anni, soprattutto nel settore domestico. Si chiama “smart home control” la possibilità di gestire in remoto, oppure in modo automatico, alcune funzioni del nostro appartamento o villa. Cosa succederebbe se tutti i componenti della casa potessero interagire tra di loro? Non solo smartphone e computer ma anche orologi, forni, lavatrici, frigoriferi, condizionatori , caldaie, tapparelle.

Non è finzione ma realtà, si chiama internet delle cose, ovvero “internet of things”, ovvero un neologismo inventato per descrivere tutto quello che ruota intorno all’automazione, robotica, telematica di piccoli o grandi oggetti , anche di uso comune.

Sul mercato si trovano parecchi gadget pronti ad essere utilizzati per facilitarci la vita di tutti i giorni, oggi andremo alla scoperta di quelli piú utili e allo stesso modo semplici da utilizzare. Partiamo subito.

smart home control

Come comunicano tra loro gli elettrodomestici

IFTTT è un linguaggio open source che permette di mettere in comunicazione automatica piú dispositivi. Si chiamano “recipes”, ovvero ricette, le sequenze già pronte che possono essere scaricate da Internet e che coinvolgono programmi come Facebook, Whatsapp, Google ecc. Facciamo un’esempio, vogliamo che la telecamera si accenda se arriva una mail . Non cè problema, la telecamera deve essere compatibile IFTTTT e noi la programmiamo o usiamo recipes che già esistono.

Zwave è un altro protocollo di comunicazione per sistemi domotici che haraggiunto una buona standardizzazione dato che lo usano piú di 250 produttori. Anche ZIGBEE è un altro protocollo che sfrutta le reti wireless, lì dove il blutooth ed il wi-fi non è sufficiente a coprire una zona.

Gestione da remoto della caldaia

si chiamano cronotermostati wifi e stanno rivoluzionando il mondo della climatizzazione. Sostituiscono un normale termostato e si connettono ad internet attraverso il wi-fi di casa. In questo modo abbiamo la possibilità di controllare la temperatura direttamente da pc o smartphone. Ma i cronotermostati hanno anche delle funzioni molto avnzate. Si connettono in maniera automatica ai portali del meteo per consocere le condizioni esterne e bilanciare la temperatura internamente. Conoscono le nostre abitudini perchè ci geo taggano e sanno quando siamo nelle vicinanze. In quel modo accendono automaticamente i riscaldamenti perchè è imminente il nostro rientro a casa. Non solo la comodità di avere casa calda al rientro, ma anche un grande risparmio in bolletta, la cadaia infatti rimane spenta quando non ci siamo o abbiamo programmato di non ritornare a casa.

Il migliore in assoluto è sicuramente in questo caso NETATMO, che costa circa 150 euro o in altenativa NEST , un po’ piú costoso con qualche funzione in piú.

Controllo delle luci

Philips Hue è un sistema venduto in kit ad un ottimo prezzo.Possiamo non solo accendere e spegnere le luci da remoto, ma anche dimmarle e scegliere l’intenistà. Con l’app dedicata è tutto gestibile da smartphone. Se invece abbiamo bisogno di illuminare una zona al passaggio di una persona possiamo abbinare l’acquisto di questo sensore che è compatibile con lo stesso sistema.

Controllo da internet di qualsiasi elettrodomestico

anche se un elettrodomestico non è “smart” ovvero non è di nuovo generazione, possiamo gestirlo da internet o almento possiamo accenderlo o spegnerlo da remoto tramite il nostro smartphone. Basta comprare questa presa elettrica intelligente che risolve un sacco di situazioni interrompendo l’alimentazione elettrica a richiesta, anche programmandola.

Telecomando unico per vari apparati

esiste un telecomando speciale, per la verità anche un po’ costoso, ma con un mucchio di funzioni. E’ il Logitech Harmony Elite. E’impressionante quello che riesce a controllare, anche da remoto. Fino a 15 dispositivi. Impara il controllo di qualsiasi telecomando, basta puntarlo su di lui. Non c’è nemmeno piú bisogno di puntare il telecomando, ma si gestiscono i dispositivi anche attraverso le pareti, una cosa fantastica. Il tutto viene gestito anche da una splendida app.

Elettrodomestici intelligenti

l’automazione è arrivata anche in elettrodomestici apparentemente semplici come le lavatrici smart. Il modello Bianca di Candy si può controllare con la voce, tramite software Google Assistant, a cui per esempio l’utente può chiedere il metodo di lavaggio migliore per le camicie. Il responso è via chat sull’app. Quickdrive di Samsung utilizza invece nuovi sensori e un software più sofisticato per regolare la giusta quantità di detersivo in base al tipo di indumenti e può dimezzarne i tempi di lavaggio. Signature di LG, infine, effettua il dosaggio di detersivo e ammorbidente da sola.

Senza dire, poi, che i nuovi frigoriferi e lavatrici di Samsung avvisano il centro assistenza in automatico in caso di problemi e gusati. La comodità d’uso degli oggetti di uso quotidiano dovrebbe migliorare anche grazie alla diffusione di comandi vocali. Google Assistant, fino a poco fa disponibile solo su smartphone e sul cilindro “smart home” di Google, sbarcherà sugli speaker wireless di diverse marche (Sony, Panasonic e Jbl ad esempio).

La sorveglianza video da remoto

proteggere la casa è divenuto indispensabile con un sistema di antifurto. E’ possibile oggi realizzare un sistema di videosorveglianza veramente con poco. Le nuove videocamere si connettono ad interne atravverso al wifi e sono sorpattutto dotate di sensore di movimento a raggi infrarossi. Se qualcuno si muove, entra nel perimetro di sorveglianza, la telecamere non solo inizia a registrare, ma manda un alert al telefono o al pc. In quel momento possiamo metterci in visione diretta di quello che accade. Uno dei modelli migliori è quello della NETGEAR ARLO, un sistema espandibile di telecamere molto efficiente. Possono essere usate anche all’ aperto e in notturna, non temono vento, pioggia o neve.E’ anche compatibile con il sistema IFTTT, quindi si può attivare all’ accadere di un evento, ad esempio citofono che suona o altre cose tutte da noi programmabili.

 

Sistemi di Domotica cosa controllare prima di Acquistarli

All’ inizio i sistemi domotici per la casa erano costosi ed i vari dispositivi non potevano comunicare tra loro se erano di marche differenti. Con il tempo è stato definito uno standard che ha cambiato le cose e che permette ai prodotti di avere un linguaggio comune. Si chiama ULE (Ultra Low Energy) lo standard che garantisce l’interoperabilità dei vari dispositivi domotici. 

Grazie ai consumi ridotti, all’ ambito ampliato e ad una serie di caratteristiche sulla sicurezza, lo standard ULE è compatibile con quasi tutti i prodotti dei vari costruttori e possiede le caratteristiche essenziali per realizzare una casa moderna domotica.

Cos’è l’ULE

Si tratta di un standard wireless di comunicazione basato sulla frequenza DECT sicuro, quella che usano i telefoni senza fili. Come suggerisce il nome, ULE sta per Ultra Low Energy, si tratta di una tecnologia che sfrutta pienamente le risorse energetiche.Tuttavia, nonostante il basso consumo energetico, lo standard ULE consente il trasferimento dei dati in maniera veloce, anche quando si tratta di streaming video in HD e voce.

Una delle sue caratteristiche è la capacità di controllare l’abitazione utilizzando i comandi vocali o, in caso di incendio, fornire informazioni tramite altoparlante sulla localizzazione del fuoco. Naturalmente, in caso di pericolo, consente anche di scegliere l’uscita di emergenza più appropriata.

standard-domotica

 

Il grande vantaggio dei prodotti basati sullo standard ULE è che è possibile collegare prodotti anche di marche differenti, a condizione che i dispositivi abbiano superato con successo il programma di certificazione ULE Alliance. In tal caso basta spingere un pulsante per integrare i nuovi dispositivi nella rete domotica.

Società come Panasonic, VTech, Corvo, Bticino, Huawei hanno prodotti certificati. Tra questi sono inclusi sensori di movimento, rilevatori di pioggia, regolatori di illuminazione ecc.

Gli altri standard

Al momento ci sono anche altri standard che consentono l’automazione nelle case. KNX, Z-Wave, ZigBee e Bluetooth si aggiungono ad ULE. E’ importante scegliere, al momento dell’ acquisto di dispositivi di automazione della casa, che i prodotti siano compatibili con i sopracitati standard.

Come scegliere i dispositivi domotici

E’ importante anche conoscere le caratteristiche, i vantaggi e gli svantaggi della tecnologgia utilizzata da quel dispositivo. Ad esempio, un fatto importante da conoscere è la portata di trasmissione standard (massima e minima).Ad esempio: ULE è 100-300 m; ZigBee di 70 m; Z-Wave 30-65 m e lo standard Bluetooth è di 10 m.

Collegare un sensore di rilevamento esterni in modalità bluetooth ad una centralina per l’antifurto che si trova lontano non potrà essere efficace. Dobbiamo quindi sceglierli in base alle caratteristiche di installazione.

I sensori per finestre e porte di Panasonic, che comunicano l’apertura forzata, trasmettono in wireless con tecnologia DECT sulla frequenza 1,88 GHz – 1,90 GHz e coprono anche centinaia di metri.

La Domotica fai da te

Se abbiamo la passione dell’ elettronica, non ci spaventano relè, saldatori e processori possiamo realizzare un piccolo impianto di domotica domestica fai da te. Piccole cose, ma divertenti per accendere a distanza, via remoto, le luci, comandare la chiusura delle tapparelle, l’accensione dello scaldabagno, dei termosifoni o di tutti quegli apparati elettrici connessi alla rete.

Per realizzare il nostro progetto, se non vogliamo smanettare troppo, possiamo partire da un kit modulare. Ad esempio quello di Insteon che può essere acquistato su Anazion.

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Come funziona?
Il kit è composto da un hub centrale e due moduli, uno per la gestione dell’iluminzione da remoto e l’altro per il controllo di termostati ed è compatibile con NEST.. Si collega via ethernet al router di casa connesso ad Internet e riceve i nostri comandi da remoto tramite smartphone sia Apple Ios che Android oppure da web con pc. Sono infatti disponibili delle “app” che permettono la gestione totale di accensione e e spegnimento dei componenti legati alla centralina compatibili con Smartlinc, ad esempio lampade, luci, termostati, telecamere ecc, qui la lista dei componenti che si possono interfacciare.

Un’altra centralina tutto fare è Veralite di Micasaverde. Anche in questo caso si collega al router di casa e riceve comandi via remoto grazie alle app predisposte sia per Android che Apple. Si interfaccia ai vari componenti domotici della casa compatibili con lo standard Z-Wave. Quindi chiusura tapparelle, cancelli, controllo e programmazione dei termostati. Prezzo circa 180 euro, per info questo il link della casa madre.

Ancora una centrale già pronta per un impianto di domotica fai da te è quella di Zodianet che si chiama Zibase. Anche in questo caso connessione Internet tramite router e comando a distanza di tantissime periferiche che comunicano wireless con la centralina oppure via radio alle frequenze di 433 e 866 Mhz tra cui i prodotti EDIMAX, OREGON SCIENTIFIC, ECC.

Se invece volete controllare accensione e spegnimento da Internet dei vostri termosifoni dovete assolutamente acquistare il Netatmo oppure il Nest. Si tratta di due prodotti fantastici, cronotermostati wi-fi che si connettono alla rete e possono essere gestiti da remoto con app dedicata. Risparmiate tantissimo sulla bolletta del gas, riescono a geotaggarvi ed in caso di dimenticanza spengono i riscaldamenti per voi se vi allontanate da casa.

Discorso da aprire a parte se siete degli smanettoni e vi dilettate con saldatori, relè e chip. In questo caso il processore da prendere a riferimento per controllare una sistema domotico è Arduino. Progettato e costruito ad Ivrea da un team di appassionati, è diventato famoso in tutto il mondo. Si tratta di un progetto open source, per pochi euro possiamo comprare il Kit di Partenza la mainboard con il processore più una serie di componenti (led, sensori, cavi, porte Usb) per realizzare i nostri progetti domotici o di automazione e controllo.

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Con questo progetto, armati di relè, si è riusciti a comandare a distanza l’accensione e lo spengimento delle luci di casa, mentre qui è ben illustrato un sistema domotico fai da te per abbassare ed alzare le tapparelle della casa dotate di motore elettrico.

Realizzare un Allarme per la casa

anche in questo caso ci viene in aiuto Arduino per la realizzazione di un antifurto casa. Date un’occhiata a questo video di Youtube. Si utilizza un sensore Pir che può essere acquistato su Amazon, la solita base Arduino e un “buzz” un cicalino di allarme.

Aprire la porta di Casa quando non ci siamo, il Videocitofono remoto

Aprire la porta di casa a distanza, via Internet con il proprio smartphone, controllando chi è davanti oggi si può. Il dispositivo si chiama RING e ONE CONCEPT sono stati prodotti grazie ad una raccolta di fondi sulla rete. Immaginate di essere in un’altra città, ma degli ospiti hanno bisogno della vostra casa. Loro non hanno le chiavi. Potete aprire tramite un comando attraverso Iphone, Ipad o dispositivi Android. Inoltre potete verificare la loro identità grazie alla telecamera presente.

One concept si monta in maniera semplice ed è adattabile su quasi tutte le serrature di tipo elettronico, può essere acquistato in offerta su Amazon. Possiede inoltre il sensore di movimento a raggi infrarossi quindi può funzionare anche come una sorta di antifurto per la casa. Connesso al wifi di casa si attiva se qualcuno passa davanti a lui o se qualcuno citifona. In quel momento potete vedere in diretta sul vostro smartphone quello inquadrato dalla telecamera e parlare con la persona che ha citofonato tramite telefonino ovviamente collegato ad Internet

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Anche Ring dispone di una telecamera che trasmette le immagini via Internet tramite connessione wifi. Potete anche parlarci a distanza perchè il dispositivo ha un microfono integrato, insomma una specie di videocitofono azionabile da qualsiasi parte del mondo. In questo caso però l’acquisto si fa direttamente in Usa sul sito della casa madre. videocitofono

La versione base costa 189 dollari, quella con il Lockitron, ovvero la serratura della porta che si apre e si chiude costa 339 dollari ed è ordinabile sul sito del produttore.

Ring è realizzato in alluminio e si adatta a qualsiasi tipo di casa. I componenti interni ed esterni sono accuratamente progettati per resistere ad agenti atmosferici come pioggia, neve e vento. Ring ha una camera che cattura i video sia alla luce del giorno che di notte e anche in questo caso è dotato di sensore volumetrico di rilevamento per avvisarvi di un movimento di una persona di fronte la porta, anche se non citofona.doorbot

Dotato di wifi si connette ad un semplice router per sfruttare il collegamento Internet e le batterie garantiscono l’autonomia di 1 anno intero. Una volta che il dispositivo è montato si scarica l’applicazione gratuita per il proprio smartphone, si sincronizza con il Ring ed inizia il suo funzionamento.

Gli ambiti applicativi di Ring sono tantissimi. Pensiamo alla protezione della casa, quando qualche malintenzionati ci citofona, noi potremo far vedere che siamo sempre in casa anche se magari ci troviamo dall’ altra parte del mondo. Oppure il dispositivo può essere utilizzato da coloro che affittano la propria casa e che non possono farsi trovare al momento dell’ arrivo degli ospiti.

Giochi Educativi per Bambini con la Domotica e Robotica

I bambini sono molto curiosi e si appassionano in maniera molto forte alle scoperte. In questo senso la robotica e la domotica possono entrare nel mondo dei piú piccoli che, grazie a dei giochi educativi,scoprono robot e si avvicinano alla tecnologia dell’ automazione della casa. Non c’è un limite di età, ma a partire da 6-7 anni sono piú consapevoli e pronti per questo tipo di interesse.

Sul mercato ci sono molti prodotti, alcuni piú semplici, altri che richiedono il supporto di un adulto, oggi andremo alla scoperta di quelli che piú possono interessare ed entusiasmare i bambini, ma anche i ragazzi adolescenti.

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Partiamo col mondo della robotica. Il mio Robot è un piccolo robottino della Clementoni da assemblare. Costa pochissimo ed è molto semplice da montare, potrebbe tranquillamente riuscirci da solo un bambino con un po’ di pazienza. Alimentato da 4 pile stilo presenta sul dorso una piccola scheda con 6 pulsanti. Possiamo programmare i suoi movimenti, che ovviamente sono molto semplici. Può avanzare, ruotare a destra o sinistra e indietreggiare. In pratica decidiamo quanti passi fargli fare e lui esegue. Può trasportare dei piccoli oggetti grazie ad un braccio pinza e ad una calamita. Divertente ed utile come primo approccio.

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Se il vostro bambino si mostra appassionato alla materia potete optare per questo kit di macchine meccaniche. Si tratta di una via di mezzo tra Lego e Meccano, si possono assemblare macchine e piccole macchinine dotate di motori e telecomandi. Presenti ben 237 pezzi con la possibilità di seguire i progetti presenti nella scatola o inventarne di nuovi, ore ed ore di divertimento.

Per i “maker” piú evoluti, a proposito vi consigliamo di portarli alla mostra Maker Fair che si tiene a Roma ogni anno, bambini inventori a cui piace smanettare con i computer per realizzare progetti domotici e di robotica c’è Arduino. Per chi non lo sapesse si tratta di un progetto open source nato nei laboratori del Politecnico di Torino. E’ una scheda, un  mini computer, su cui possiamo montare dei “moduli” utili per creare qualsiasi cosa, o quasi, per l’automazione e l’elettronica. In rete ci sono centinaia di progetti già pronti per essere assemblati e farli funzionare. Possiamo acquistare il kit di partenza di Arduino con tantissimi componenti e 15 progetti da realizzare subito. C’è la scheda che si collega con il cavo Usb al pc, la basetta su cui poggiare componenti elettronici come resistenze, led, sensori e tante altre cose.

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I bambini possono sbizzarrirsi per creare in pratica di tutto. Un progetto molto interessate sulla domotica della casa lo abbiamo trovato in rete. A questo indirizzo potete scoprire come realizzare un piccolo apparecchio in grado di accendere le luci in maniera automatica quando fa buio. Se invece il bimbo si vuole dilettare con i sensori di movimento qui c’è un video che spiega in italiano come realizzare con arduino un antifurto per la casa utilizzando la scheda arduino che si collega ad un sensore a raggi infrarossi che potete acquistare su Amazon. Quando si muove qualcuno davanti al sensore la scheda di Arduino collegata al computer invia un segnale di allarme via mail o messaggio sul vostro cellulare.

Altro progetto molto interessante nell’ abito dell’ automazione della casa, della domotica, che si può realizzare da soli con Arduino è il controllo dell’ illuminaizone a distanza. A questo indirizzo potete trovare il progetto che vi spiega passo passo come fare.

Kit Antifurto Casa come Montarlo da Soli

Un impianto di antifurto, al pari di quello di videosorveglianza, rappresenta il miglior deterrente per tenere lontani da casa ladri e malintenzionati. Un potenziale ladro controlla se l’abitazione è dotata di sirena esterna o telecamere e, nel migliore dei casi, desiste dall’intenzione di assaltarla in caso di loro presenza. Possiamo montare un impianto da soli grazie ad un kit antifurto che può essere acquistato nei negozi specializzati oppure online.

Non c’è bisogno di una gran conoscenza di elettronica o di impianti di sicurezza, basta avere le nozioni basi, molta pazienza e un po’ di manualità. Un buon punto di partenza è la consultazione del sito http://www.antifurtoallarme.eu dedicato agli impianti di allarme.

E’ comunque quello che vedremo oggi, spiegheremo come è fatto un kit antifurto, di quali componenti abbiamo bisogno, del loro funzionamento e parleremo anche di prezzi.

Come è fatto

un kit di antifurto è composto in maniera principale di alcuni elementi base, ovvero la centralina, i rilevatori o sensori di movimento, la sirena interna o esterna.

  • Centrale di allarme: è il cervello pensante del sistema, quello che gestisce e controlla l’antifurto. A lei sono connessi gli altri componenti, in maniera particolare sirena e sensori (via cavo oppure wireless). La centralina è dotata di quello che è chiamato commutatore telefonico gsm, un dispositivo che si connette alla linea fissa del telefono (PSTN) oppure a quella del cellulare, tramite simcard che va comprata a parte. Quando scatta l’allarme parte il messaggio che abbiamo precedentemente registrato. Viene inviato via telefono a dei numeri che abbiamo programmato. Può essere il nostro cellulare, quello dei parenti o delle forze dell’ ordine. In quest’ultimo caso ci vuole una richiesta scritta che va inoltrata in maniera alternativa a Polizia o Carabinieri.
    La centralina si monta vicino all’ entrata principale della casa, a parete, è auto alimentata, non va in blocco in caso di mancanza di corrente e si attiva o disattiva tramite tastierino incorporato.
  • Sensori: rilevano il movimento di un intruso ed inviano un segnale di allarme. Si chiamano sensori passivi a raggi infrarossi perchè rilevano a distanza la temperatura corporea. Quando c’è un cambio di temperatura repentino, tutti i corpi umani emettono calore, si accorgono della presenza. Sono tarati per non generare falsi allarmi in presenza di animali domestici come cani e gatti, o all’ aperto. I PIR (passive infrared) soffrono quindi le variazioni di calore, devono essere montati lontani da fuochi, caminetti, termosifoni e anche da pendole che si muovono o specchi che riflettono immagini. In alternativa possiamo usare i sensori a microonde che usano un’altra tecnologia, oppure quelli a doppia tecnologia (microonde + pir).
  • Sirena: può essere montata esternamente, internamente o in entrambi le situazioni. La maggiorparte delle volte è collegata con il filo, possiamo utilizzarne anche una interna wireless. Serve per avvertire acusticamente i vicini della presenza di ladri e anche per metterli in fuga. Sparano un segnale di 100 decibel che può essere udito a lunghe distanze. La parte visiva è necessaria per individuare da lontano la casa attaccata dai ladri.
  • Contatti magnetici per porte e finestre: non sempre vengono dati nei kit. Sono molto economici, costano 10 euro ciascuno. Si tratta di due contatti che quando vengono allontanati generano un impulso di allarme. Si montano sulle ante di porte e finestre e vengono connessi alla centrale con sistema wireless o con cavo.

Possiamo poi integrare il kit ed interfacciarlo con telecamere di video sorveglianza, barriere perimetrali, nebbiogeni, sensori antiscasso. Le nuove videocamere di telesorveglianza sono dotate di sensori di movimenti che rilevano la presenza di una persona ed inviano un’allarme sullo smartphone. In quel momento la visione della casa avviene in diretta.

I prezzi

un impianto classico centrale composto da due sensori e sirena, nella versione economica, costa 200-300 euro, da 400 a 700 euro compriamo modelli piú sofisticati. La differenza di prezzo la fa la qualità della marca e dei componenti. Se iniziamo a volere sensori da installare esternamente, in doppia tecnologia iniziamo a pagare di piú. Un buon kit si vede anche dalla “supervisione” ovvero dal controllo e dai test effettuati da istituti indipendenti come TUV tedesco. Possono anche essere cinesi, ma devono essere brandizzati in Europa e sottoposti a controlli.

kit antifurto casa

Un kit con sensori che generano continui falsi allarmi rende l’antifurto inutilizzabile. Alcuni sistemi invece, furbamente, per evitare i falsi allarmi, non consentono la verifica della funzionalità di un sensore. Noi crediamo che quello funzioni, invece ha la batteria scarica (se è wireless che lavora su frequenza 868 Mhz e 433) e non viene segnalato.

I kit antifurto in commercio i Modelli

su Amazon ci sono vari modelli che possiamo consigliarvi e che possono essere installati da soli. Il il KIT A3BSolar è composto da una centralina controllabile con app da Interne. Ci sono sei sensori Pir a raggi infrarossi passivi e 10 contatti magnetici. Una sirena esterna wireless che si alimenta con pannello solare incorporato, una sirena interna cablata.

Ci sono poi i kit di Bentel, Diagral e Logisty mentre Tecnoalarm, Combivox, Saet e Lince vendono i componenti singolarmente, stessa cosa per Btcino. Risco invece ha un kit che si può controllare via Internet per l’attivazione e disattivazione a distanza.

 

Telecamere di videosorveglianza come creare un sistema di Antifurto

Le telecamere di videosorveglianza sono divenute un ottimo alleato per contrastare furti ed intrusioni all’interno della propria casa, negozio o ufficio. Costano poco, sono efficienti e riescono ad abbattere quasi totalmente il rischio ladri. Per montare un impianto di videosorveglianza professionale c’è bisogno di installatori del mestiere, ma possiamo ottenere buoni risultati anche da soli. Oggi vi guideremo nella realizzazione di un sistema per videosorvegliare un ambiente cercandovi, allo stesso tempo, di darvi tutti i consigli sul mondo degli allarmi ed antifurti.

Possiamo partire con l’uso di una IP Camera, che trasmette i dati al PC tramite collegamento wireless. Ciò offre notevoli vantaggi sia dal punto di vista della qualità delle immagini ia per quanto riguarda la libertà che abbiamo nel posizionarla. L’assenza di cavi infatti permette di collocarla in qualsiasi punto. Se vogliamo, però, nulla ci impedisce di usare la webcam che utilizziamo normalmente per le videochiamate su internet con Skype, dovremo solo avere l’accortezza di posizionarla in un punto da cui sia in grado di coprire un’area sufficientemente ampia.

Realizzare un impianto di videosorveglianza economico

Cosa ci serve per trasformare il nostro computer in un sistema di sorveglianza? Oltre al computer, anche un vecchio modello che possiamo dedicare esclusivamente a questa funzione, è necessario avere a disposizione una telecamera. Abbiamo scelto la D-Link DCS-5222L perchè è una telecamera wireless, in Hd, motorizzata che lavora anche in assenza di luce.

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Il pc è necessario solo per la prima configurazione (è possibile anche farlo con dispositivi mobile), dopodichè la telecamera di collega in maniera autonoma, tramite wifi, al router adsl di casa. Il rilevatore di movimento integrato permette di notificare tramite app, inclusa nel prezzo, ad uno smartphone o tablet, della presenza di un estraneo. Insomma con poco piú di 100 euro abbiamo realizzato un sistema efficace di video sorveglianza. Il servizio cloud My D-Link ci pemrette anche di utilizzare piú camere Ip per avere un controllo piú ampio, anche per zone esterne.

Telecamere Wireless 3G

se non disponiamo di una linea telefonica ma vogliamo utilizzare lo stesso Internet per l’invio di video ed immagini, ci sono alcune telecamere che hanno un slot per alloggiare una sim card dati. In questo modo si connettono in 3G-4G ed inviano i dati. La scelta dei modelli è poco vasta, consigliamo in alternativa l’utilizzo di un router portatile 4G, come ad esempio il Huawei E5330 che crea uno spot wifi a cui poter connettere qualsiasi telecamera wireless.

Software di Videosorveglianza

c’è un programma gratuito che si chiama Vitamin D. Integra un ottimo sistema di riconoscimento dei movimenti. In più è dotato di tante funzioni e strumenti per personalizzare le attività di controllo, il software supporta numerosi modelli di IP Camera e tutte le webcam in commercio.
In realtà Vitamin D utilizza degli algoritmi che gli consentono di “riconoscere” ciò che vede e reagire di conseguenza, limitando le sviste. Sta a noi impostare il programma a seconda del tipo di uso che vogliamo farne per soddisfare al meglio le nostre esigenze. Le opzioni a nostra disposizione sono estremamente chiare e ci permettono, per esempio, di limitare il riconoscimento apersone oppure oggetti più grandi di una certa dimensione (espressa in pixel) in modo da escludere senza difficoltà cane e gatto.

Il programma consente di collegare più di una telecamera e controllarle tutte. Se utilizziamo delle IP Camera, quindi, possiamo teoricamente coprire tutte le stanze della nostra abitazione. Ogni singola telecamera può essere regolata in maniera differente per adattarne l’uso al luogo in cui si trova. Possiamo per esempio, impostare il sistema di rilevamento in maniera diversa, o anche fare in modo che ogni singola telecamera si attivi solo in determinate fasce orarie. Ricordiamoci però che la versione gratuita del programma non consente di accedere alla visualizzazione via Internet quando ci troviamo fuori casa. Per quanto riguarda la capacità di rilevazione, proviamo diverse impostazioni per trovare quella più efficace. In questo modo eviteremo il rischio di preoccuparci inutilmente per dei falsi alarmi.

Le telecamere Finte

se non vogliamo spendere molti soldi, ma allo stesso tempo allontanare i ladri facendogli credere che troveranno un antifurto o qualcosa che li controlla, possiamo acquistare una telecamera finta. Questo modello della Konig è ottimo, può essere installata anche all’ aperto e ha anche un led per la luce spia. Si alimenta con pile stilo che si ricaricano grazie ad un piccolo pannello solare presente sulla telecamera.

Sensori Infrarossi e Rilevatori di Movimento

Perchè le telecamere di videosorveglianza hanno riscosso un così grande successo negli ultimi anni? Non solo per il controllo visivo, ma soprattutto per il fatto che si accorgono se un essere umano è entrato nella zona sorvegliata. Per riuscirci utilizzano un sensore PIR (passive infrared, a raggi infrarossi) montato sulla lente. Ogni corpo emette calore, il rilevatore capta a distanza la variazione termica che si viene a creare nella stanza e fa scattare l’allarme. La bontà di un sensore si misura dal fatto che è in grado di capire quando si tratta di un animale domestico o di un uomo. Pensate ai falsi allarmi generati dal passaggio di un cane, un gatto o di un uccellino che si posa su un sensore se siamo all’ aperto.

Una volta rivelato il movimento le telecamere funzionano come un antifurto: ci avvisano dell’ avvenuta effrazione inviando un allarme sotto forma di messaggio sms, oppure tramite un’apposita “app”. A quel punto possiamo metterci in visione, in diretta, di quello che accade nella nostra casa. Possiamo anche ascoltare ciò che accade se la telecamera è dotata di microfoni.

Telecamere Hd

i modelli piú economici hanno una risoluzione di 640×480 pixel, ovvero in VGA. Ciò è sufficiente per tutti quei casi in cui si vuole avere un’idea di massima di quello che è successo, senza avere particolari dettagli. Se invece puntiamo ad ottenere immagini nitide dobbiamo optare per l’acquisto di telecamere in Alta definizione a 720p. E’ chiaro che un video, un’immagine a 1280 x 720 pixel occupa piú spazio e quindi necessita di maggiore velocità di banda se trasmessa via internet. Anche se i video sono compressi in MP4 dovremo disporre di un collegamento 3G/4G se si tratta di mobileo ADSL se le telecamere trasmettono usando la linea telefonica fissa.

Kit di Videosorveglianza

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sul mercato ci sono dei kit che permettono di realizzare in proprio, e con facilità, un piccolo impianto. Spesso la telecamera fa parte del kit di antifurto che comprende una centralina, due o piú sensori di movimento, dei contatti magnetici da apporre alla finestra, una sirena esterna. Kit puri, solo di videosorveglianza, comprendono anche un DVR o NVR, digital video recorder o network video recorder. Sono sistemi, composti da box in cui vengono installati hard disk, che consentono di conservare video ed immagini per essere successivamente visti.

Possiamo consigliarvi il Kit della ANNKE ANNKE 720P HD composto da 4 telecamere hd a 720p, NVR, software di gestione, telecomando, mouse e cavi per un’installazione molto semplice.

Telecamere professionali

sul mercato ci sono diversi produttori che si occupano della produzione di sistemi di videosorveglianza di grande precisione. Famose sono le telecamere di Foscam, Sony, Panasonic e Axis. I modelli piú evoluti sono motorizzati, possono effettuare uno zoom ed inquadrare dei particolari sotto nostra indicazione. Lavorano in totale assenza di luce ed hanno un sensore CCD molto sensibile che riesce a restituire immagini di grande nitidezza anche a distanza e con poca luce.

I modelli DOME sono quelli a cupola, i Bullet fatti a forma di sigaro o proiettile allungato, la scelta dipende se vogliamo montarle a soffitto, a parete o a seconda del tipo di supporto usato.

Video sorveglianza e privacy

molti negozianti, ma anche privati che intendono videosorvegliare zone private in cui c’è un passaggio pubblico, pensiamo all’ entrata di un  portone, hanno l’obbligo di apporre un cartello in cui si specifica che vengono effettuate video riprese ai sensi dell’articolo 13 del Decreto legislativo numero 196 del 30/06/2003. L’obbligo vale anche per coloro che fanno attività di videosorveglianza senza registrazione (sentenza Civile della Cassazione num. 17440 del 2 settembre 2015). Pensiamo ad un negoziante che ha una telecamera collegato ad un monitor che trasmette in tempo reale le riprese su un monitor.

Domotica e Sistemi di Sicurezza per Protezione della casa

Uno dei settori in cui la domotica sa sicuramente esprimersi bene è quello relativo alla sicurezza della casa intesa sia come prevenzione che come protezione. Parliamo di sistemi che possono allarmarci in caso di furto e nel frattempo proteggere i nostri spazi. Gli inglesi la chiamano security quando si riferiscono ai sistemi contro i tentativi di accesso da parte di estranei, mentre parlano di safety intendendo la sicurezza come prevenzione e intervento contro eventi pericolosi per l’individuo dovuti a guasti o eventi ambientali.

Il primo settore che analizziamo è quello relativo alla sicurezza intesa come protezione contro i tentativi effrazione all’interno di aree protette. Nel campo delle abitazioni private questo si traduce con i sistemi e le tecniche di protezione di beni materiali e dell’individuo contro possibili intrusioni dello spazio privato da parte di estranei. In questa categoria rientrano quindi i sistemi antintrusione, quelli per il controllo degli accessi e quelli per il videocontrollo o la videosorveglianza.

I sistemi di antifurto presenti sul mercato sono solitamente composti da una centralina, sensori e contatti magnetici. Le nuove centrali possono connettersi ad internet ed inviare un alert al proprietario di casa anche sfruttando internet, altrimenti, tramite combinatore Gsm, inviano una telefonata ai numeri predefiniti. I sensori si occupano della rilevazione di movimento degli intrusi. Sono dotati di rilevatori PIR, passive infrared, a raggi infrarossi che “leggono” a distanza la variazione di calore termico in un ambiente.

antifurto_domotica

Generalmente sono impianti autonomi che in merito alla funzione antintrusione possiamo classificare nelle seguenti caratteristiche: protezione perimetrale
esterna tramite barriere ad infrarossi, creano un fascio invisibile che se valicato invia un segnale di allarme, protezione perimetrale interna e protezione volumetrica. La prima si occupa di riconoscere il tentativo di violare il perimetro esterno dell’abitazione (cancelli, giardino e terrazze); la seconda si occupa di individuare le effrazioni del perimetro interno all’ambiente da proteggere (persiane, tapparelle, infissi e porte d’ingresso), mentre la protezione volumetrica copre gli spazi propriamente interni all’ambiente domestico.

A tale scopo si possono utilizzare sensori di pressione interrati per le pavimentazioni, sensori laser per i varchi, sensori di movimento e sensori termici PIR o a microonde. Questi possono essere combinati con i sistemi di controllo degli accessi che trovano applicazione sugli ingressi: porte principali, porte secondarie e accessi carrabili. In questo caso si tratta di dispositivi a codice numerico oppure che richiedono l’utilizzo di una chiave elettronica.

Tra i sistemi di sicurezza figurano anche quelli relativi alla videosorveglianza e alla videoregistrazione con sistemi NVR. A differenza del passato, l’utilizzo di questi impianti in combinazione i servizi telefonici ed informativi permette di assicurare non allarme il sistema domotico può provvedere alla chiusura delle valvole di adduzione dell’acqua se si tratta di una perdita dell’impianto di distribuzione interna e provvedere all’attivazione di sistemi di protezione come pompe e idrovore.
In ambito domestico questa tipologia di sensori trova applicazione in locali ben specifici come la cucina, i bagni, i locali tecnici, gli scantinati o locali interrati e i garage.

Per quel che riguarda la video sorveglianza ci sono sistemi veramente economici. La D-Link DCS-942L è una telecamera molto economica, appena sotto 100 euro, che è dotata di sensore di movimento. Si connette ad Internet in maniera autonoma, wifi, ed invia immagini e video in tempo reale della zona ripresa, anche in notturna. Invia un alert al proprietario tramite app su smartphone quando un intruso passa davanti all’ area sottoposta al suo controllo. Può anche registrare immagini e video sulla scheda MiniSD.

Il Cronotermostato wifi per il controllo via Internet della Caldaia

Uno degli apparecchi più interessanti nell’ambito del controllo della casa è sicuramente il cronotermostato Wi-Fi. Si installa sostituendo i vecchi termostati della caldaia e permette di controllare la temperatura a distanza via Internet. Sono molto utili e consentono di risparmiare tantissima energia, infatti possono non solo essere comandati a distanza via web per impostare quanto caldo vogliamo all’ interno dell’ abitazione o ufficio, ma possono, anche maniera automatica, cambiare la temperatura in base alle condizioni atmosferiche esterne.

Sul mercato i prodotti più interessanti sono tre, ovvero Netatmo, Nest e Tado, hanno un costo che oscilla tra i 180 ed i 300 euro, costano un po’ di più rispetto ad esempio ai crononotermostati digitali della BPT che stanno sugli 80-90 euro, ma questi si connettono alla rete. Nel proseguio dell’ articolo andremo ad analizzare le caratteristiche di ognuno. Il loro impiego, come detto, è compatibile con qualsiasi tipo di caldaia o anche di termostato precedentemente installato, possono quindi controllare caldaie a gas, a pellet, oppure pompe di calore, caldaie a legna. Ma anche sistemi solari termici.

Se decidiamo un giorno di tornare a casa più tardi, o di non tornare proprio più, tramite apposita App installabile su smartphone e tablet possiamo spegnere il nostro sistema di riscaldamento casalingo risparmiando moltissimo sulla bolletta.

migliori cronotermostati wifi

Ciò è utile anche nell’ambito della nuova normativa sulla contabilizzazione del calore, prevista con obbligo a partire da 31 dicembre 2016 in base al decreto legge n. 102 del 4-7-2014. Infatti la legge prevede che tutti i sistemi con impianto di riscaldamento centralizzato debbono essere dotati di contabilizzazione del calore con valvole termostatiche o sistemi di regolazione della temperatura.

Il risparmio energetico che si ottiene con l’uso dei cronotermostati supera anche il 30%. Il crono termostato, come detto, può anche appoggiarsi a portali di meteo per impostare la temperatura della casa automaticamente. Se sono previste condizioni atmosferiche in peggioramento il termostato può automaticamente anticipare il cambio di temperatura per avere una casa calda.

I migliori cronotermostati wifi

Nest: è il più costoso, 320 euro, ma anche quello molto bello da vedere ed accattivante, di forma circolare con un display luminoso a led. Si installa a muro, è abbastanza semplice basta seguire le istruzioni, oppure su mensola ed è alimentato dalla corrente elettrica 220 v. Può anche essere utilizzato con la Dropcam Wi-Fi, telecamera dotata di sensore di movimento che invia un alert se c’è un intruso. Il sistema Nest Protect permette di creare una struttura che si interfaccia con sistema di rilevazione di fumo o monossido di allarme.

Netatmo

: con un bordo colorato è di forma quadrata. Si alimenta a pile ed è compatibile con tutte le migliori marche di caldaie e termostati, ad esempio Junker, Atag, Vaillant, Immergas, ma anche con sistemi domotici Bticino e allarmi del gruppo Hager. Si collega direttamente al router di casa e con l’apposita app è gestibile da remoto. Possiamo impostare la temperatura desiderata e spegnere quando siamo assenti.

 

Tado: costa 210 euro e come gli altri cronotermostati wifi è di facilissima installazione. Anche in questo caso l’alimentazione è a pile, 3 da 1,5 v. In maniera automatica, grazie alla geolocalizzazione dello smartphone, riesce a sapere quando sei fuori casa e abbassa la temperatura dei termosifoni. Allo stesso modo mentre stai per rientrare alza la temperatura, sfruttando sempre le informazioni che riceve dall’ app disponibile per Apple Ios e dispositivi Android.

Controllo dei Consumi Elettrici di una casa a Distanza per il Risparmio Energetico

Abbiamo visto come spesso si abbia l’esigenza di spegnere e accendere un apparato elettrico a distanza, via Internet.Un altro aspetto cruciale relativo alla gestione dei componenti elettrici in una casa è il loro assorbimento energetico. Alcuni elettrodomestici in standby infatti possono consumare anche 30-40 watt l’ora che moltiplicati decine di apparati fanno lievitare in maniera pesante la bolletta.

Come controllare il consumo elettrico a distanza per poter risparmiare agendo su spegnimento ed accensione? Ci sono diversi sistemi sul mercato. Oggi ne presentiamo due, quello più semplice di Sitecom e quello più complesso di Ubiquiti che necessita anche di un computer connesso ad Internet per la gestione.

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Sitecom ha inventato un sistema per il controllo dei consumi, WLE 1000, incentrato sulla piattaforma dell’azienda olandese Net2Grid. Si tratta di un prodotto che sfrutta la tecnologia wireless Zigbee ed è basato una serie di singole prese elettriche denominate SmartPlug. L’installazione è semplice e alla portata di tutti, grazie al rilevamento
automatico delle prese wireless. Presa e spina sono nello standard tedesco
Schuko, sempre più utilizzato a molti elettrodomestici venduti nel nostro paese.

Su ogni presa SmartPlug c’è un piccolo pulsante e un led verde, oltre a un adesivo con le specifiche e il codice identificativo Zigbee per facilitarne il rilevamento all’interno del software. In questo caso ogni presa può tollerare fino a un massimo di 16 ampere.

Il sistema di Sitecom è interamente basato sul cloud: il piccolo bridge in dotazione deve essere collegato a una presa di rete per stabilire il collegamento ai server di Net2grid. Il cellulare o il tablet (Android o iOS) con cui si terranno sotto controllo i consumi devono essere a loro volta collegati alla rete locale e a Internet. Inserendo l’identificativo
univoco dello SmartBridge si avvia la registrazione al sito di Net2grid (purtroppo non ottimizzato per l’uso da cellulare nonostante l’avvio tramite l’app). Il bridge viene così associato al proprio account e risulta accessibile anche quando siamo fuori di casa.

Per disporre di tutte le funzionalità del sistema si deve pagare un canone annuale di 30 euro. La versione gratuita del prodotto permette di visualizzare solo il consumo istantaneo e non lo storico. Inoltre l’accesso al sistema quando si è fuori di casa, nonostante si tratti di uno strumento basato su cloud, viene volutamente bloccato se l’abbonamento non è valido.

Il controllo del sistema Home Energy Monitor può avvenire solo tramite l’app Energy Insight per iOS (ottimizzata solo per iPhone) e Android e tramite il suo portale Web a; non ci sono applicazioni dedicate per Windows, Mac o Linux. Il portale è abbastanza semplice e limitato, mentre le applicazioni iOS e Android sono leggermente più complete, anche se non particolarmente intuitive.

Si possono creare gruppi di prese per l’accensione e lo spegnimento multiplo e si possono impostare dei timer o delle pianificazioni per l’accensione di una o più prese. È interessante la possibilità di associare una categoria e una icona
a ogni presa (oltre che ovviamente un nome) per facilitarne il rilevamento, ma non c’è la possibilità di posizionarle su una mappa di casa o dell’ufficio. Si può poi impostare un obiettivo per il consumo, così da vedere mese per mese se si riesce a risparmiare come previsto.

ubiquiti

Altro sistema per il controllo a distanza via Internet di apparati elettrici e gestione del consumo è quello proposto da Ubiquiti che definisce il suo prodotto Mfi come un sistema di comunicazione da macchina a macchina Che va ben oltre un semplice sistema di controllo dei consumi. Questa soluzione richiede che un computer resti sempre acceso per poter memorizzare in tempo reale i dati rilevati e gestire le eventuali regole di automazione.

Il sistema Mfi è basato su un software gratuito disponibile per Windows, Linux e Mac OS X e una serie di dispositivi che possono essere collegati a questo software. Gli elementi principali della piattaforma sono tutti collegabili alla rete via Wi-fi e possono essere di due tipi: mPort e mPower. I primi possono essere a loro volta di due tipologie: mPort e mPort Serial. Il primo permette di collegare e gestire fino a 3 sensori (mSensor) tra quelli disponibili: sensore di corrente (Current Sensor), di apertura porte/ finestre (Door Sensor), di temperatura (Temperature Sensor) e di movimento a parete o a soffitto (Wall Mount Motion Sensor, Ceiling Mount Motion Sensor).

Per collegare questi sensori all’mPort si può utilizzare un normale cavo di rete, anche se il collegamento di fatto non utilizza lo standard Ethernet ma sfrutta semplicemente gli 8 contatti elettrici disponibili.
Ogni singolo mPort offre due porte Rj-45 (Port 1 e 2) e una porta (Port 3) che permette l’inserimento degli 8 fili del cavo di rete tramite semplici morsetti a vite. Quest’ultima è particolarmente comoda per il collegamento dell’unico sensore che non usa un vero connettore Rj-45 ma un semplice filo elettrico a due poli, il Door Sensor (con il quale viene fornito anche il cavo per il collegamento).

Ogni singolo mPort può essere collegato a sua volta alla rete usando sia il Wi-fi sia una comune porta Ethernet (10/100 Mbit). L’mPort Serial a differenza dell’mPort “normale” permette di collegare dispositivi gestibili tramite interfaccia seriale, come alcuni macchinari o accessori di rete. Le connessioni disponibili sono di due tipi (DB9 o Terminal Block) e viene fornita (a differenza dell’mPort normale) anche una antenna esterna che può essere collegata qualora quella interna non sia sufficiente.

Le mPower sono invece delle prese collegabili sempre tramite Wifi alla rete di casa o dell’ufficio disponibili in tre versioni: la mPower mini è una presa singola, molto simile alle prese del sistema Sitecom, con spina e presa Schuko, limitata a 10 ampere (a 230 volt). La mPower è invece una ciabatta a tre prese, sempre tutta in standard Schuko, con limite a 16 ampere (totali e per singola presa). Infine la mPower Pro include 6 prese da 16 ampere ed è l’unica a fornire anche un collegamento Ethernet in aggiunta a quello Wi-fi. Ogni elemento mPower può valutare il consumo istantaneo di ogni presa e per ciascuna di esse mette a disposizione anche un relè, così da permettere anche lo spegnimento o
l’accensione remota.

Questo sistema può essere altamente programmabile, possiamo infatti decidere di spegnere un apparato se un sensore non ha rilevato movimenti per 10 minuti notificando il tutto via mail.